La finasteride, un inibitore della 5α-reduttasi ampiamente utilizzato per l’alopecia androgenetica maschile e l’iperplasia prostatica benigna, ha guadagnato popolarità, soprattutto tra i pazienti che desiderano il ripristino dei capelli tramite terapia medica o trapianto. Sebbene la sua efficacia nel ridurre i livelli di diidrotestosterone (DHT) e nel rallentare la miniaturizzazione dei follicoli piliferi sia ben consolidata, crescente attenzione si concentra sui possibili effetti collaterali neuropsichiatrici associati al suo utilizzo. Comprendere tali rischi è particolarmente importante per i pazienti che prendono in considerazione una terapia a lungo termine e per i medici che li consigliano, soprattutto nel contesto del trapianto di capelli, dove le aspettative e la vulnerabilità psicologica possono essere accentuate.
Evidenze Epidemiologiche e Cliniche
Aumento di depressione, ansia e ideazione suicidaria in alcuni utilizzatori
Una revisione sistematica e una meta-analisi che hanno raccolto dati da studi che confrontavano utilizzatori di finasteride con non utilizzatori hanno rilevato una probabilità significativamente maggiore di sintomi depressivi nel gruppo trattato con finasteride.
Inoltre, uno studio di farmacovigilanza sulle segnalazioni post-marketing (segnalazione spontanea di eventi avversi) ha identificato un segnale di sproporzione per eventi avversi psicologici e ideazione suicidaria nei pazienti trattati con finasteride, in particolare negli uomini più giovani (età ≤ 44 anni) che lo utilizzavano per la caduta dei capelli.
Un ampio studio caso-controllo basato sulla popolazione che ha confrontato utilizzatori trattati per iperplasia prostatica benigna (IPB) e alopecia androgenetica (AGA) con controlli abbinati ha rilevato un aumento modesto ma statisticamente significativo del rischio di depressione e ansia tra i pazienti AGA che utilizzavano finasteride alla dose di 1 mg al giorno.
Meccanismo: Come Potrebbe la Finasteride Influenzare il Cervello?
La finasteride inibisce la 5α-reduttasi, un enzima chiave non solo nella conversione del testosterone in DHT, ma anche nella biosintesi di diversi steroidi neuroattivi (neurosteroidi) come l’allopregnanolone. Questi neurosteroidi modulano i recettori GABA-A e contribuiscono alla regolazione dell’umore, dell’ansia e delle risposte allo stress. La soppressione della produzione di neurosteroidi può compromettere la normale neurotrasmissione inibitoria, portando potenzialmente a instabilità dell’umore e a una maggiore suscettibilità ai sintomi depressivi o ansiosi.
Sfide e Limiti
Causalità vs associazione: molti dati provengono da studi osservazionali o sistemi di segnalazione spontanea; sebbene mostrino una correlazione, stabilire un nesso causale definitivo rimane difficile. Fattori confondenti, come ad esempio il carico psicologico associato alla caduta dei capelli stessa, possono contribuire.
Vulnerabilità Psicologica e Rischio di Base: molti individui che cercano un trattamento per la caduta dei capelli potrebbero già soffrire di disagio legato all’immagine corporea, bassa autostima o problemi psicologici subclinici che potrebbero predisporli a cambiamenti d’umore indipendentemente dalla terapia.
Sottosegnalazione e Bias di Segnalazione: la segnalazione spontanea si basa sul riconoscimento e l’attribuzione dei cambiamenti di salute mentale alla finasteride da parte di pazienti e medici.
Implicazioni Cliniche
Screening Pre-Trattamento: prima di prescrivere finasteride, in particolare per la caduta dei capelli, informarsi sulla storia personale o familiare di disturbi dell’umore, depressione, ideazione suicidaria o altre vulnerabilità psichiatriche.
Monitoraggio: effettuare controlli periodici (ad esempio, ogni 3-6 mesi) sul benessere psicologico, l’umore, la funzione sessuale e la qualità della vita generale. Incoraggiare i pazienti a segnalare tempestivamente eventuali sintomi.
Approcci Alternativi: nei pazienti con vulnerabilità psicologica preesistente o in coloro che desiderano evitare il rischio farmacologico, prendere in considerazione trattamenti alternativi (ad esempio, solo trapianto di capelli, strategie non farmacologiche, terapie topiche quando appropriato, sebbene anche queste non siano esenti da rischi) e/o richiedere supporto psicologico o consulenza per gestire le aspettative.
Conclusione
La finasteride rimane un’opzione efficace e ampiamente utilizzata per la calvizie maschile, ma non è psicologicamente inerte. Nel corso di decenni di utilizzo, l’accumulo di evidenze cliniche, epidemiologiche e precliniche indica un rischio piccolo ma non trascurabile di disturbi dell’umore, depressione, ansia e, in un sottogruppo di utilizzatori, persino di ideazione suicidaria o sintomi neuropsichiatrici persistenti.
Per i chirurghi e i pazienti, riconoscere questi rischi, discuterne in modo trasparente e monitorare la salute psicologica dovrebbe essere parte integrante dell’assistenza. In casi selezionati, alternative non farmacologiche o supporto psicologico possono essere più appropriate rispetto all’inizio automatico della terapia con finasteride. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire i fattori di rischio, i meccanismi e gli esiti a lungo termine.
Fonti
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